Se un sito funziona non se ne accorge nessuno (è quando non funziona che se ne accorgono tutti). Per questo, un sito che funziona diventa celebre sempre per altri motivi: per i suoi contenuti, per il servizio, per il marketing innovativo... insomma, per altro.
Da questo punto di vista il lavoro del web designer (cioè di chi progetta) è vagamente esasperante ed è comprensibile il desiderio di mettersi in mostra con qualche pezzo di bravura, che dimostri il proprio talento e le proprie capacità... La tentazione diventa irresistibile quando è il committente a chiedere che il progetto venga "arricchito" da elementi che creino stupore (nella maggior parte dei casi qualcosa che, in varia maniera, si muove sul monitor).
Di solito, mostrando ad amici, parenti, colleghi e fiancheggiatori queste "meraviglie" si ottiene un plauso incondizionato, col che tutti si convincono di aver realizzato qualcosa di eccezionale.
Purtroppo un sito che funziona è qualcosa di più complesso, che deve soprattutto piacere all'utente e risultare "utilizzabile", cioè compatibile con la sua dotazione hardware/software e soprattutto con la ricerca/interazione che sta effettuando in quel momento.
La cultura televisiva, dentro la quale siamo cresciuti, ha bisogno della "meraviglia" per tenere lo spettatore davanti allo schermo e per ottenere che non cambi canale.
Su Web è diverso: chi arriva nel nostro sito sta cercando qualcosa, a quel punto tutto quello che si deve fare è aiutarlo a trovarla nel modo più rapido e semplice possibile.
Magari non penserà "ma che bel sito, ma che web designer geniale", ma tornerà più volte, utilizzerà i servizi, acquisterà ciò che gli interessa, manderà il nostro URL ai suoi amici.
Perché avremo realizzato un "sito che funziona", orientato all'utente e ai suoi desideri, invece che all'autocompiacimento e all'autogratificazione.
Perché, allora, quando mostriamo questo tipo di sito ad amici e fiancheggiatori otteniamo al massimo un magro "carino" invece dell'entusiasmo suscitato da soluzioni cosiddette "multimediali"?
Il motivo risiede nel fatto che nel caso di visione "collettiva" la modalità di fruizione è completamente stravolta rispetto all'usuale: invece di guardare "cosa c'è" le persone guardano "come è fatto" (cioè soprattutto il look & feel), inoltre spesso c'è una persona che "guida" e le altre che assistono passivamente (difficilmente in posizione ottimale per la lettura a video).
A questo punto è ovvio che vedere pagine di informazione una dopo l'altra diventa una noia insopportabile, e basta una farfallina che si attiva appena muovo il mouse per strappare gli applausi.
Ma questo non è un test attendibile, non credete? Tutti i siti più famosi e visitati, in Italia e nel mondo, seguono altre regole, sono fatti in un altro modo. Vediamo quale.